#InvasioniDigitali: le invasioni digitali dei piccoli musei italiani

Era lo scorso aprile quando una ondata digitale ha invaso i piccoli musei italiani. Tutto merito di una idea di Fabrizio Todisco, un blogger italiano interessato a diffondere e valorizzare il patrimonio storico italiano.

L’idea è quella di invadere i musei con i propri smartphone e di condividere sui social network le foto e i video che si fanno al loro interno, con l’immancabile hashtag #invasionidigitali.

Fabrizio ha dato vita all’iniziativa #invasionidigitali con lo scopo di diffondere la cultura dell’utilizzo di internet e dei social media per la promozione e diffusione del nostro patrimonio culturale

invasionidigitali ha chiesto agli utenti di compilare un form di iscrizione per la creazione di una invasione digitale. L’utente poi si doveva occupare della promozione del proprio evento nei suoi blog/social usando il marchio e l’hashtag del progetto. Infine doveva creare un percorso di visita in piccoli musei per le persone che era riuscito a coinvolgere e invitarle a condividere video e foto dell’evento sui loro social network.

Immagini e video realizzati sono confluiti sul portale invasionidigitali.it, restituendo una mappatura in tempo reale di un vasto numero di siti artistici e culturali d’Italia, con particolare riguardo per quelli di dimensioni contenute o ubicati in destinazioni al di fuori dei circuiti turistici maggiori.

Per esporre i risultati da capogiro il sito ha creato l’infografica che ho messo di seguito. Il sito, creato appena un mese prima, ha compiuto 225 invasioni e coinvolto 9.434 persone. Inoltre durante il periodo dell’iniziativa #invasionidigitali era uno degli hashtag più utilizzati in Italia e il numero di impressioni è stato di quasi due milioni, il tutto a costo zero.

L’iniziativa è durata dal 20 al 28 aprile 2013, ma poi non si è fermata. Incoraggiato dai risultati ottenuti il team di Fabrizio Todisco ha continuato a collaborare con altre iniziative simili, come la notte bianca digitale di Insopportabile o le giornate europee del patrimonio svoltesi lo scorso 28 e 29 settembre, sempre con risultati stupefacenti.

Il progetto è una vera azione di art marketing 2.0, creata bottom-up dalla società italiana, stanca delle lungaggini della propria classe dirigente culturale. La forza di questa iniziativa è che ha saputo convogliare la voglia di cambiamento della società italiana con le potenzialità dei social network, creando una delle iniziative più interessanti nell’art marketing italiano senza utilizzare fondi pubblici e con un budget ridotto.