Musei e concorsi sui social network

Due musei hanno recentemente usato i social network per un concorso a premi creando nuovi legami con il proprio pubblico e ottenendo un’immagine migliore. Sono il concorso artistico del museo De Young di San Francisco e il concorso fotografico del francese Domaine de Chantilly.

Fino a non molto tempo fa i social network erano utilizzati delle imprese in modo semplicistico. Spesso si applicavano ai profili aziendali gli stessi criteri dei profili personali: mancanza di obiettivi e disinteresse per i risultati, ricerca cieca di nuovi amici, ecc. La logica era ancora me-too e non era chiaro cosa poteva fare lo strumento.

Da un po’ di tempo l’approccio è cambiato. L’ottica è strategica, ci sono budget seri, obiettivi da raggiungere e un target da colpire.

Si è capito che i social network nel web 2.0 servono per creare relazioni autentiche con le persone. Si sono esplorate tutte le possibilità offerte dai social passando da una prospettiva tradizionale “one-to-many” ad una 2.0 “many-to-many”. Quindi si sono aperte le porte agli user-generated-content che permettono una vera partecipazione dell’utente all’attività dell’impresa.

Questo percorso nei social, dalla prospettiva me-too a quella 2.0, è stato fatto anche dalle organizzazioni culturali. I due esempi che seguono sono su due concorsi a premi che si basano proprio sugli ultimi princìpi.

Museo De Young

Il Museo De Young è un museo d’arte di San Francisco. Il suo management ha deciso nel dicembre scorso di creare un concorso artistico dal tema “I can’t paint people I don’t know” per promuovere la mostra “David Hockney: A Bigger Exhibition”. Il tema viene da una affermazione di David Hockney, che diceva di non poter dipingere le persone che non conosceva profondamente, per cui si limitava a fare ritratti dei propri familiari o amici più stretti.

Il museo ha creato una applicazione Facebook ed ha chiesto agli utenti di creare delle opere d’arte ispirate al tema. Queste opere sono state postate nell’applicazione e sono state votate dagli utenti stessi. Alcune delle opere erano davvero molto belle e quella che ha ricevuto più voti ha vinto una visita VIP al museo e il catalogo della mostra.

Domaine de Chantilly

Il Domaine de Chantilly è un meraviglioso castello vicino a Parigi che la scorsa estate ha deciso di creare un concorso fotografico su Facebook. Ha chiesto ai propri amici di scattare delle foto alla propria tenuta e di caricarle sulla propria pagina Facebook con l’hashtag #ChantillyDomain. La foto più votata ha fatto guadagnare al suo fotografo una visita guidata alle parti nascoste del castello, mentre i primi nove classificati hanno ricevuto dei pass familiari per la residenza.

L’esperienza del museo Museo De Young è stata di maggior successo rispetto al museo di Chantilly, perché ha coinvolto più persone e perché ha creato legami più profondo. Ma d’altra parte il museo francese ha scelto bene perché ha chiesto solo una foto e perché ha distribuito ben 10 premi. Questo ha stimolato la partecipazione e ha aumentato la soddisfazione dei partecipanti.

In entrambi i casi, comunque, il concorso ha permesso ai musei di rinforzare i legami con i propri follower e di migliorare l’immagine. Infatti i partecipanti hanno chiesto ai propri amici di votarli e per questo i musei hanno ottenuto una grande esposizione con un budget molto ridotto (peraltro con third party endorsement come si dice in marketing).

Quando esperienze simili in Italia?