David Bowie E’: musica, icona, marketing e… cibo!

Per i fan di David Bowie, questi ultimi 12 mesi sono stati molto intensi, o per meglio dire, “Hunky Dory”! Il suo ritorno sulle scene con il nuovo album “The Next Day” è difatti stato accompagnato dalla realizzazione di tre mostre in varie parti del mondo, tutte dedicate al Duca Bianco. Ma dal nostro punto di vista, non possiamo che annunciarvi che lui, il maestro dell’auto-promozione, il padrino del marketing musicale, è riuscito a ingannare gli schemi delle regole della promozione della vendita ancora una volta.

Come prima cosa, sorprese il mondo del marketing quando non predispose una campagna di pubbliche relazioni per il debutto del suo nuovo album. Si è poi visto come questo sia stato uno di quei casi in cui l’assenza di azioni di promozione non significa non avere un piano ben strutturato. Infatti, mi trovo d’accordo con marktingdonut quando afferma che in alcuni casi “meno è meglio è”, nel momento in cui si vuole preservare quell’alone di mistero indispensabile per alcuni artisti, soprattutto quando si conosce il proprio target.

Quindi, il risultato? Scegliendo questo tipo di marketing non convenzionale, le novità sulla nuova produzione musicale di Bowie si moltiplicarono autonomamente su ogni piattaforma social, in special modo grazie al tam tam dei twitt twitt di Twitter.

E all’infuori della tipica cerchia musicale? Le icone che rappresentano Bowie sono già presenti in molti musei, e non sempre nella maniera convenzionale…

Volgendo ora lo sguardo al settore delle esposizioni museali, il “Fenomeno Bowie” non è passato inosservato: Berlino, Roma, e ora Chicago; senza dimenticare che anche nell’ultima Biennale dell’Arte di Venezia, all’interno del padiglione della Gran Bretagna, si poteva respirare una Stardust atmosphere.

In queste mostre i David Bowie Archive riempiono l’immaginazione del visitatore coinvolgendo i loro occhi… e la loro bocca. Si, in quanto per concludere la mostra itinerante “David Bowie Is” iniziata al Victoria and Albert Museum di Londra, il Museo di Arte Contemporanea di Chicago ha deciso di offrire qualcosa di più: chiedere ad uno chef di altro profilo di creare uno speciale menu a tema, aiutando in questo modo a fornire un’esperienza cognitiva multi-sensoriale, volta al coinvolgimento anche del gusto, e non del solo senso della vista.

Quindi dovrete aspettarvi alcune chicche come “Goblin King’s Favour”, “Golden Years” (scaloppine con marmellata di pomodoro giallo) e “Life on Marzapane” (cit. la famosa canzone Life on Mars); senza dimenticare la classica bistecca, che di sicuro deve aver subito dei momenti “Under Pressure”.

Forse come iniziativa è troppo semplice, forse troppo pop, ma vale la pena concederle una possibilità… nonché un morso!

 

Se volete sapere qualcosa di più sullo scintillante mondo del marketing di Bowie, potete cliccare sui links seguenti:

http://www.marketingdonut.co.uk/blog/2013/01/four-lessons-david-bowie-can-teach-us-about-marketing

http://www.tobyrogers.net/2013/01/27/three-things-david-bowie-can-teach-you-about-music-marketing/

www.jontusmedia.com/what-david-bowie-can-teach-you-about-online-marketing/