ENEA E IL NUOVO SISTEMA ANTIURTO PER IL TRASPORTO DEI BENI CULTURALI

La statua, conosciuta come Augusto di Prima Porta, dopo essere stata esposta alle Scuderie del Quirinale e al Gran Palais di Parigi, è tornata ai Musei Vaticani grazie ad un innovativo sistema antiurto che potrebbe radicalmente cambiare il modo di trasportare i nostri beni culturali.

Tutti ricorderanno le polemiche riguardanti il possibile spostamento dei Bronzi di Riace all’Expò di Milano o quelle riguardanti “La Belle Ferroniere” di Leonardo che il Louvre di Parigi ha prestato alla sua filiale di Abu Dhabi. Il dibattito in questione verteva sull’eccessiva fragilità delle opere e sull’insicurezza di un viaggio così lungo.

Ora, forse, si è trovata la soluzione a questo tipo di problemi.

L’Augusto di Prima Porta è una statua molto fragile, in quanto si tratta di marmo già restaurato in più punti e per questo fortemente vulnerabile ad urti e sollecitazioni. In occasione del suo prestito al Gran Palais di Parigi è infatti stato adottato un sistema di casse a “matrioska”: la statua, munita di un corpetto per il torace e di un tutore per il braccio (i punti più fragili), è stata posta all’interno di una cassa dotato di rivestimento ammortizzante la quale è situata dentro una gabbia d’acciaio antivibrante.

Tutto questo è stato possibile grazie all‘accordo, stipulato già all’inizio del 2014, tramite il quale ENEA e i Musei Vaticani si sono impegnati in una fruttuosa collaborazione scientifica tesa allo sviluppo di nuove tecnologie tese alla tutela, al restauro e alla conservazione delle opere museali.

ENEA inoltre, nel Duomo di Orvieto, aveva già messo in sicurezza la statua di San Michele Arcangelo e il Drago attraverso innovativi sistemi antisismici.

Questo nuovo sistema potrebbe in futuro consentire lo spostamento di Opere fino a qui considerate inamovibili sia verso l’estero che in altre parti d’Italia, dove magari potrebbero risultare essere più appetibili per il pubblico. Un nuovo modo dunque anche per stimolare la nostra attività museale consentendo di avviare scambi di opere in maniera più vivace e continua.

Creare una rete di scambi nazionale sarebbe una mossa efficace, a mio parere, per puntare con decisione ad un pubblico locale, favorendo il continuo rinnovo delle esposizioni museali pubbliche.

L’immagine territoriale risulterebbe rinforzata non solo nei confronti di quelle che sono le mete turistiche più ambite ma anche rispetto a quello che stanno al di fuori dei grandi flussi turistici. Un trasporto sicuro ed efficace infatti consentirebbe un continuo rinnovo dell’immagine di quelli che sono i centri culturali delle città più piccole, stimolando in tal modo non solo un maggior interesse turistico ma favorendo anche la comunità locale. L’obiettivo del nuovo museo dovrebbe infatti essere quello di veicolare la propria immagine di luogo di aggregazione sociale anche, e sopratutto, per un pubblico locale ormai poco avvezzo alla sua frequentazione.

This post was written by Mattia