Avanguardie Digitali a Palazzo Farnese: marketing culturale & tecnologia per avvicinare il consumatore all’opera d’arte.

Il marketing esperienziale si presenta per la prima volta in Italia nella sua veste tecnologica di iBeacon nei Musei Civici di Palazzo Farnese a Piacenza, per fornire uno stile di visita rinnovato rispetto ai tradizionali canali di apprendimento. Ma cos’è davvero iBeacon? E IMApp? E a cosa possono servire se applicati all’interno di un museo?

 

Le strategie di marketing culturale puntano sempre di più sulle tecnologie (come abbiamo visto nei precedenti articoli, ad esempio qui e qui) per cercare di far avvicinare i visitatori alle opere delle collezioni museali. L’arte, specialmente quella lontana dal nostro tempo, è spesso difficile da fruire per chi non abbia conoscenze specifiche sull’argomento, in quanto può mancare un interesse iniziale che spinga a ricercare informazioni attraverso testi o guide. Come fare per riuscire ad abbattere questa barriera iniziale? La risposta è apparentemente semplice: utilizzando uno strumento familiare, come un telefono cellulare con un sistema Android o Apple iOS, e un App che utilizza il sistema iBeacon, per stuzzicare l’interesse del fruitore.

 

E’ strano parlare di iBeacon (ovvero piccoli emettitori Bluetooth) all’interno di un museo, dato che solitamente sono utilizzati da catene di negozi come Starbucks o Adidas, che promuovono il cosiddetto “everywhere commerce” mediante la strategia del proximity marketing. Ma i Musei Civici di Palazzo Farnese hanno colto la sfida, decidendo assieme all’aiuto della start-up piacentina UltraViolet, di essere i primi in Italia ad applicarla alle loro collezioni. I motivi che hanno portato a questa scelta sono molti, ma la semplicità nell’utilizzo è stata sicuramente uno dei fattori dominanti.

 

Il visitatore infatti deve solo installare l’App “Musei di Palazzo Farnese” (che utilizza la piattaforma tecnologica IMApp) grazie all’enorme QR code all’ingresso del museo, azionare il Bluetooth, mettersi gli auricolari (forniti in caso di necessità dal museo) e iniziare la visita. Dove andare, cosa sta guardando/guarderà e perfino informazioni utili come dove sono i bagni più vicini glieli comunicherà IMAPP, inviando notifiche e scatenando azioni, personalizzabili, sul suo dispositivo.

Ma come funziona e quali sono i vantaggi? Grazie ad un’intervista gentilmente concessami da Marco Boeri, fondatore di Ultraviolet, sono riuscita a capire quali sono i punti forti di questa operazione votata all’arricchimento dell’esperienza del visitatore:

  •  iBeacon usa la tecnologia Bluetooth Low Energy, per trasferire i dati tramite segnale WiFi, utilizzando bassi consumi energetici;
  • il raggio d’azione è di oltre 70 m, nel caso del museo piacentino, sfrutta fino a 7 m per evitare sovrapposizioni e malfunzionamenti;
  • è una guida interattiva, che non offre solo testi, ma anche contenuti audio, video e multimediali;
  • è possibile pianificare la visita in anticipo e includere le opere da vedere all’interno della lista dei Preferiti;
  • sono previsti dei gadget ottenibili grazie ad un processo di accumulazione punti per ogni quadro esplorato attraverso iBeacon;
  • non è una guida usa-e-getta, ma è possibile portarla con se per sempre e ovunque;
  • per il museo che la propone, un punto vantaggioso è l’assenza di spese di gestione e manutenzione dell’hardware.

Il successo dell’iniziativa è stato tale che l’esperienza della pinacoteca si estenderà a tutta la città, coinvolgendo anche gli altri musei piacentini.

In Europa sono ancora pochi i musei che hanno scelto la possibilità di una visita interattiva rispetto alle normali audio guide o semplici pannelli informativi presenti nelle sale, utili ma spesso non sufficienti per rendere un percorso “speciale”. Il rischio c’è ovviamente, ed è che le persone guardino sempre di più smart phones o tablets e sempre meno le opere d’arte davanti a loro; ma questo è un problema sociale che anche gli artisti conoscono bene (l’opera qui sotto è infatti dello street artist e genio della promozione Bansky). La tecnologia, come il marketing, è uno strumento, e come tutti gli strumenti il loro impiego e il risultato che ne deriva dipende solo da chi li utilizza.

 

Per saperne di più vi consiglio due articoli di Wired, uno sul caso IMApp e l’altro più generale sull’uso di iBeacon.

http://www.wired.it/mobile/app/2014/09/26/come-i-beacon-rivoluzioneranno-musei-e-spazi-culturali/

http://www.wired.it/mobile/smartphone/2014/06/13/proximity-marketing-e-ibeacon-il-futuro-dello-shopping-nei-negozi-fisici/