Arte e crowdfunding: “We want you” o, meglio, “we need you”

“Hey! Ho un progetto che vorrei realizzare ma non ho i fondi per farlo.
Piace anche a voi? Vi andrebbe di sostenerlo?”

Il crowdfunding è un finanziamento collettivo (“crowd” significa, appunto, “folla, popolo”) che consente la realizzazione di progetti per i quali, altrimenti, non ci sarebbero abbastanza fondi.
Sicuramente non si tratta di una novità degli ultimi tempi: a fine Ottocento il basamento della Statua della Libertà è stato completato grazie ad una sottoscrizione pubblica lanciata dal New York Times.
Negli ultimi anni, ad ogni modo, le condizioni economiche poco floride hanno fatto sì che, grazie alla possibilità di coinvolgere grandi masse tramite l’utilizzo di social network e grazie all’utilizzo di siti quali Kickstarter e Indiegogo, sempre più spesso si sia fatto ricorso al crowdfunding per sostenere i più vari progetti.

Un primo esempio attuale di questa prassi ci viene dalla mostra “Piero della Francesca. Il disegno tra arte e scienza” che si terrà a Reggio Emilia dal 14 marzo al 14 giugno 2015. Tramite il sito di crowdfunding Eppela, la Fondazione Palazzo Magnani ha attivato una raccolta di donazioni per riunire, dopo cinquecento anni, i sette codici del “De prospectiva pingendi” sparsi tra i musei di Bordeaux, Londra, Milano, Parigi, Parma e Reggio Emilia. Il traguardo di 10.000 euro è stato felicemente raggiunto grazie a singole offerte di cifra variabile tra 5 e 500 euro, ognuna delle quali premiata con una ricompensa proporzionale all’entità della donazione (iscrizione del proprio nome sul pannello iniziale della mostra, riduzione sul prezzo del biglietto, catalogo omaggio e visite riservate).

Ma il crowdfunding può essere applicato anche nel campo del cinema.
Una proposta presentata sul sito di crowdfunding Indiegogo, ad esempio, è quella di creare un film d’animazione in stop-motion sui racconti delle avventure di un esploratore di nome Ernest Egg.
Francesco Polizzo e Stefano Bosi Fioravanti, gli ideatori di questo progetto, spiegano come il crowdfunding sia un mezzo unico per entrare a contatto con tutti coloro che vorrebbero conoscere l’universo di Ernest e che vorrebbero sostenerne la produzione: “This is the true beauty of crowdfunding: getting to know the very people who’ll love the fruit of what they funded themselves!”
Grazie ad una prima campagna conclusasi il 15 gennaio, è stata portata a termine la raccolta dei 6000 euro necessari alla realizzazione del teaser…un inizio incoraggiante per la lunga strada ancora da percorrere!

Un aspetto sicuramente positivo di questo tipo di raccolta è che si tende a “fidelizzare” il fruitore, coinvolgendolo in prima persona in parte delle fasi di realizzazione del prodotto culturale.
Pur mettendo in conto che non sempre le campagne riescono a giungere all’esito sperato (sempre sul sito Indiegogo, si è conclusa di recente una raccolta fondi – non completata – per la produzione del documentario “Giorgio Cavazzano, la memoria nei segni” sulla vita e l’arte del grande disegnatore Disney) il crowdfunding resta un valido metodo per il finanziamento di nuovi progetti.