MAI – Marina Abramović Institute for Preservation of Performance Art

Non chiamatelo museo!Non ci sono opere alle pareti, perché siete voi e la vostra esperienza il tema dell’esposizione. Questo è il frutto dorato di quarant’anni di carriera artistica: un metodo e un’esperienza che non vi lasceranno indifferenti.

In un nome: Marina Abramović
L’artista serba, con base a New York, ha speso l’intera vita lavorando in performance artistiche che puntualmente l’hanno spinto al limite fisico e psicologico. Durante uno dei suoi lavori più importanti, The Artist is Present, si è seduta per 735 ore di fronte a chiunque volesse essere protagonista della sua performance al MOMA di New York. Il coinvolgimento emotivo dei partecipanti le ha fatto comprendere quanto il pubblico abbia bisogno di essere parte integrante dell’esperienza artstica. Dal quel momento ha iniziato a prendere vita nella sua mente l’idea di creare un istituto per l’umanità: il Marina Abramovic Institute (MAI). Il progetto consiste nel voler creare un laboratorio dove arte, scienza, tecnologia e spiritualità possano combinarsi in una lunga esperienza in cui il pubblico è protagonista.
“Marina Abramovic Institute is dedicated to the presentation and preservation of long duration works including art, dance, theater, films, music, opera and other forms that may be developed in the future.”
L’ambizioso progetto troverà collocazione in un vecchio teatro sito a Hudson, a due ore da NY City, di 33, 000 metri quadri.
“It’s almost like a new idea of Bauhaus — how the different minds from different fields come together to create a new reality.”
L’istituto vuole dare ai propri visitatori la possibilità di disconnettersi dal mondo a cui tutti siamo abituati, lavorando alla propria personale esperienza. Per fare ciò si dovranno attraversare diverse fasi.
Entrando nell’edificio si accetterà di firmare un contratto con l’artista, in cui si garantisce di rimanere all’interno della struttura per almeno sei ore, il tempo minimo per vivere l’esperienza.
I visitatori poi riceveranno delle cuffie che serviranno principalmente ad isolarli acusticamente e a dar loro la percezione di vivere in un’altra realtà. L’esperienza performativa quindi inizia con una camminata in slow motion. A seguire si attraverseranno diverse stanze tematiche: come la camera del ghiaccio, dove trascorreranno del tempo seduti davanti a degli sconosciuti, la cava di cristalli, dove assorbire le energie di minerali, la camera gravitazionale, per giungere allo spazio più ampio dove assistere in un’apposita poltrona varie performances, che avranno luogo senza interruzione in tale spazio. Infine la silence room e la spiritual room completeranno il processo di evoluzione interiore del visitatore.
Lo spazio che ospiterà l’ambizioso progetto sarà inaugurato nel 2015, ma già ora se ne possono seguire le vitali attività nella piattaforma dedicata, e rimanere aggiornati grazie ad un’attiva comunicazione. La prima concretizzazione di MAI ha infatti avuto luogo grazie ad una campagna Kickstarter, che fra i maggiori offerte ha visto quella di Lady Gaga. La comunicazione capillare unita al brand che accompagna l’ideatrice del progetto, lasciano pochi dubbi sul successo che avrà MAI…in ogni caso, buona fortuna Marina!

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