Arte per l’arte

Nel caso vi trovaste a passare per Trieste in questi giorni potreste avere l’occasione di vedere ben 25 grandi ranocchie colorate che galleggiano sul canale di Ponterosso.
Ebbene, si tratta di rane socialmente impegnate…e vi racconteremo la loro storia!

È il 1993 quando, dall’unione di sei artisti, nasce il gruppo “cracking art”: un movimento artistico e, in un certo senso, un vero e proprio movimento ideologico.
“To crack” è il verbo inglese che significa “schioccare, scricchiolare, spezzare, cedere, crollare…” e, in effetti, l’idea alla base di questa produzione artistica è quella di mettere in evidenza il divario dell’uomo tra la sua originaria appartenenza al mondo della natura ed un futuro che invece si prospetta sempre più artificiale.
In termini più specifici, poi, il “cracking catalitico” è il processo che trasforma il petrolio in plastica, ed è proprio la plastica riciclabile e rigenerata il materiale scelto da questi artisti per le loro opere d’arte, delle installazioni in cui animali colorati e fuori scala invadono i luoghi più vari, da quelli deputati all’arte a quelli propri della vita di tutti i giorni.

Ma questo progetto non si limita più unicamente ad esprimere una particolare sensibilità nei confronti della natura (obiettivo di per sé già più che lodevole): ormai da tre anni si preoccupa anche di sostenere il necessario restauro di alcuni monumenti del nostro paese.
Da Marzo di quest’anno, per esempio, la Piazza Grande di Palmanova (UD) e il “Palmanova Outlet Village” sono stati invasi da una serie di animali colorati nell’ambito del progetto “Regeneration Palmanova”: l’acquisto di uno di questi animali in scala ridotta rientra in una raccolta fondi, i quali verranno donati al comune di Palmanova per operazioni di restauro.

Ed eccoci tornati alle rane triestine: se le trovate irrimediabilmente simpatiche potrete adottarne una (meno ingombrante di quelle che ora galleggiano nel canale!) semplicemente recandovi al centro commerciale “Il Giulia” (TS): il ricavato contribuirà al restauro della fontana dei Quattro Continenti di Piazza Unità d’Italia.

Si tratta senz’altro di un’idea particolare, ma che auspichiamo possa essere una nuova conferma del fatto che nella comunicazione dell’arte e nella sensibilizzazione dei cittadini verso la tutela del patrimonio culturale, la cooperazione tra più realtà è sempre una mossa vincente!