Musei vaticani, una visita per i più coraggiosi.(parte #1)

Le vacanze estive sono il periodo perfetto per il team di AMM per visitare nuovi musei. Dopo la visita al Cooper Hewitt Design Museum di New York, ecco a voi l’esperienza fatta ai Musei Vaticani.Partendo dal presupposto che i Musei Vaticani sono la terza entità culturale più visitata al mondo, questa prima parte dell’esperienza potrebbe essere tranquillamente riassunta in La Fila. A nulla , infatti, è servita la sveglia mattutina: lungo le mura vaticane si allunga già una coda internazionale ordinatamente posizionata nella parte predisposta sul marciapiede. L’attesa sarà di un’oretta, resa più serena dai tour operator che offrono diversi servizi sintetizzabili nello slogan skip the line. Volendo il biglietto è prenotabile online, con un sovrapprezzo di 4 euro, esattamente il 50% in più se siete ancora studenti.

Varcata l’entrata in una babele di lingue e guide turistiche , si attraversa il metal detector, si sale al primo piano, si affronta la coda alla biglietteria, un ultimo passaggio fra guardie armate e la visita può finalmente iniziare.

Il primo impatto è il senso di smarrimento davanti al clichè italiano della foto qui accanto, che peggiora quando si scopre che la mappa dei musei è solo per chi acquista le audio guide, decido quindi di iniziare la visita secondo il principio della porta più vicina.

Inizio un viaggio in cui si alternano disegni di Leonardo, arazzi enormi e meravigliosi, lapidi, statue di marmo, custodite all’interno di corridoi che tolgono il fiato. La varietà dei pezzi d’arte esposti mantiene un’unica costante: la folla di persone che imperversa in ogni sala e che sembra non poter godere nulla se non attraverso l’obiettivo del proprio telefono o macchinetta fotografica.

Parlando dei servizi al visitatore, ogni sala è introdotta da un cartello che ne spiega l’origine architettonica, la storia e il contenuto in italiano e inglese, le opere più famose sono corredate da didascalia che ne spiega l’importanza, e se in prestito, sostituite da una riproduzione fotografica. Inoltre le diverse collezioni sono collegate trasversalmente dal percorso che segnala le 100 opere imperdibili. Una discreta informazione per chi decide per una visita senza audio guida.Parlando dei servizi accessori delle gallerie, i posti per sedere e riposare qualche secondo ammirando i pezzi della collezione sono davvero rari, e se di wifi aperto non hanno mai sentito parlare, pare essergli sfuggita anche l’importanza che l’aria condizionata ha all’interno di sale affollatissime in una calda giornata di luglio a Roma.

Queste mancanze, unite alla varietà e dimensione delle collezioni, rendono gradualmente i visitatori più passivi alla visita e i bambini stanchi sempre più urlanti, in una processione che ci porta alla seconda parte di questa esperienza.