Il museo più social d’Italia non è quello che ti aspetti

Siamo nel 2017. I social nelle aziende hanno assunto la piena fase di maturità. Ora sono finalmente gestiti con professionalità da esperti veri. Per molte piccole imprese l’entry level per esistere online è ormai avere un profilo FB prima che avere un sito internet.

Però

Però nel settore museale le cose sono ancora ferme al 2005 (ad essere buoni), quando usavamo il PC nella nostra cameretta per giocare a Game of Empires e Lara Croft. Tanto è vero che il profilo social più efficiente tra i musei è quello del Milan (sì, quello del calcio).

Recentemente l’Osservatorio sull’innovazione digitale nei beni e attività culturali del Politecnico di Milano ha pubblicato una ricerca sui musei e i social. L’osservatorio ha monitorato la presenza sui social network dei 4.976 musei italiani e ha dato qualche dato sull’uso dei social nei musei. I dati ci danno una visione del successo dei profili social dei musei, non solo sul piano del numero di like (facile attirare like sulla propria pagina FB se sei gli uffizi), ma sul successo dei post, dei tweet e dei post in Intagram. Questo ci dice qualcosa su come i musei gestiscono effettivamente i propri profili e con quale successo.

Solo il 52% dei musei ha un profilo social su FB, TW o Insta. Nello specifico, il 51% ha una pagina Facebook, il 31% usa Twitter, il 15% pubblica in Instagram. Solo il 13% utilizza tutti e tre questi canali (questo dato è meno preoccupante perché i musei possono aver scelto di usare solo uno o due canali per comunicare).

L’osservatorio dà dati sul successo di questi musei nell’uso dei social (che possono essere usati come proxy per la loro professionalità nella gestione). Gli autori hanno calcolato:

  • la popularity: numero medio dei like/cuoricini per post diviso il numero dei like/follower, moltiplicato per mille.
    la virality (per FB e Insta): la media di condivisioni o retweet dei post diviso il numero di like alla pagina o follower moltiplicato per mille.
    il commitment (Per Insta): il valore medio dei commenti fratto i follower e moltiplicato mille.

Il sole 24 ore ha tradotto in infografica i dati

Su FB la cosa che salta agli occhi più di tutti è che il museo più di successo su FB è Casa Milan, il museo del Milan AC. È evidente che c’è qualcosa che non va. Si sa che in Italia il calcio tira molto di più dei musei, ma il fatto che il museo di una squadra di calcio abbia più successo online rispetto agli Uffizi o a Brera dice qualcosa sulla professionalità con cui i musei trattano i social. I musei dovrebbero quindi cominciare a gestire questi strumenti prendendo esempio dalle aziende tradizionali e usare fino in fondo le potenzialità di questi strumenti. non a caso i risultati ci dicono che il primo nella classe è un museo aziendale, un museo che al momento delle rilevazioni era nell’universo Fininvest.  Il peggiore museo su FB invece è il museo delle Culture di Milano che, nonostante gli 805 post, ha ottenuto una popularity di appena 0,6 punti.

Per quanto riguarda Twitter invece i migliori sono Palazzo Massimo alle Terme di Roma, la Galleria nazionale delle Marche e i Musei vaticani. Eccetto i Musei Vaticani, gli altri due non sono certo i migliori musei Italiani, per cui a loro va il merito di aver trovato la strategia giusta per comunicare con i propri follower. Guardando alla virality, il risultato migliore è quello dell’account del Palazzo Ducale di Mantova, ancora una volta un piccolo ma efficiente museo italiano.

Infine i dati ci dicono qualcosa su quale sia il canale migliore per comunicare un museo (o meglio, quale canale ha dato i risultati migliori). I dati ci dicono che Twitter è il mezzo migliore: esso genera più interazioni medie e crea più “popularity” media rispetto agli altri canali.